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Didone

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Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 

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«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 

Il Maestro Rotelli

ù"Il Maestro Rotelli" vuole essere un omaggio ad un conterraneo artigiano del linguaggio, ad un’artista del verso che, come altri della sua generazione, scrive per dovere morale. È concepito per celebrare l’eclettismo, la mitopoiesi e soprattutto l’onestà e il coraggio di un poeta e di un uomo d’altri tempi, vissuto a Torremaggiore.

 

Ricordare...

Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
Sabato 20 e domenica 21 settembre

Che la grande festa degli italiani cominci: a Peterborough

17/09/2014

And then without further ado, the Italian Festival will return for its sixth year on 20 and 21 September. New for this year are performances by a Sicilian brass band and Italian pop group, boxing demonstrations and a display of Italian cars. Also returning is a pop-up restaurant on Cathedral Square on the Saturday night. Peterborough is set to host a feast of all things Italian with the city’s two-day Italian Festival returning to Cathedral Square on Saturday 20 and Sunday 21 September 2014.

 
  • n., Itinerari faetani

Prezzo di vendita 12,00

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Dettaglio prodotto

ISBN 9.788.865.720.370

Collana La nostra storia

Anno Pubblicazione 30/06/2011

Paese di pubblicazione Foggia, Italia

Legatura Brossura

Dimensioni 14x21

N° Pagine 168

Tipo edizione Illustrato, interamente a colori

Numero edizione I

Lingua Testo Italiano

Disponibilità Poche

Spese di spedizione 0

Destinatari Pubblico generico

Itinerari faetani

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«Itinerari faetani» è stato ideato come un omaggio a Faeto, il paese più alto della Puglia, dalle origini provenzali e dove si parla ancora oggi la lingua francoprovenzale. Ne percorre la storia e le peculiarità in  forma di narrazione, nella prima parte. Nella seconda parte, una serie di «schede» puntualizzano sul piano storico e cronachistico alcuni degli elementi più significativi e utili per una «scoperta» complessiva di questo delizioso borgo dei Monti Dauni Meridionali.
L’aspetto che salta subito agli occhi del lettore è certamente quello legato alla accattivante copertina ed all’altrettanto gradevole veste grafica che le Edizioni Il Castello di Foggia hanno assicurato all’agile volume.
Duilio Paiano descrive, col tratto agile e accattivante del giornalista e del narratore, le prerogative di questo borgo dei Monti Dauni attraverso alcuni percorsi che, di volta in volta, ne esaltano le caratteristiche ambientali piuttosto che quelle storiche o quelle legate alla civiltà contadina.
C’è una Faeto che esalta in ogni stagione dell’anno: da quella luminosa dell’estate – rifugio tradizionale rispetto alla calura del Tavoliere – a quella ovattata dalla nebbia o ricoperta di neve dell’inverno, altrettanto accogliente e suggestiva.
La descrizione che ne fa l’autore è tutt’altro che una fredda elencazione di fatti, situazioni, eventi storici, personaggi. Ogni pagina di questo libro è permeata di sentimento ed emozioni, le due coordinate che l’hanno orientato in questo interessante reportage dalla vetta dei Monti Dauni.
«Mi tornano alla mente – scrive nella prefazione il sindaco di Faeto, Giuseppe Cocco - quegli scrittori stranieri che nel Settecento e nell’Ottocento riversarono le loro impressioni di viaggio, dopo aver percorso a ritmi forsennati le contrade meridionali dell’Italia, in preziosi e documentati reportage. Una differenza, d’altro canto, credo di poterla  individuare: in costoro prevale l’aspetto erudito delle descrizioni e delle annotazioni, con una non trascurabile dose di algidità; in Paiano, invece, emerge, prepotente, una compartecipazione  affettiva ai luoghi, alle persone e alle vicende narrate».
E se la fama che questo borgo si è conquistata nel tempo è soprattutto legata all’ottimo prosciutto ed allo splendido bosco, non meno interessanti appaiono – questo lascia trasparire l’autore – le vicende legate alle origini provenzali (in questo accomunato alla vicina Celle San Vito), alla lingua francoprovenzale (unica isola linguistica di questo genere nell’Italia meridionale), alla civiltà contadina.
Testimonianze, monumenti e «ricordi» sono sapientemente distribuiti per le vie ed i vicoli del paese e cadono felicemente sotto la lente d’ingrandimento di Duilio Paiano che ne esalta l’importanza storico-ambientalistica, senza mai prescindere dalla componente umana.
«Itinerari faetani» offre, nella sua seconda parte, la possibilità di approfondire la conoscenza dei passaggi più importanti della storia di Faeto e delle vicende legate alla civiltà contadina attraverso la proposizione di «schede» che fissano luoghi, personaggi e momenti a beneficio dei lettori faetani e non.
Ricco il corredo iconografico, tutto fondato su fotografie realizzate dall’autore, «perché anche le fotografie sono il risultato di uno stato d’animo e devono essere il più possibile in sintonia con i sentimenti manifestati nel testo». A cominciare dalla foto di copertina che rende ottimamente l’idea della collocazione spaziale e geografica di Faeto, sentinella della Valmaggiore che domina dall’alto dei suoi 866 metri sul livello del mare.

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